– Aglio –

 

Il nome scientifico è ALLIUM SATIVUM  e fa parte della famiglia delle ALLIACEAE.

La parte utilizzata di questa aglioagliopianta erbacea è il bulbo. Come possiamo vedere dalla tabella l’aglio contiene zuccheri ed in minore quantità proteine e grassi, vitamine e sali minerali.

L’allicina, composto solforganico, conferisce all’aglio il tipico aroma che viene sprigionato dallo spicchio sbucciato.

Per il suo contenuto di principi antibiotici, l’aglio ha proprietà curative. In particolare può essere utile in caso di:

  • Ipertensione: concorre ad abbassare la pressione arteriosa favorendo la diuresi;
  • Ipercolesterolemia: aiuta ad abbassare la quota di colesterolo “cattivo”;
  • Riequilibra la flora intestinale e
  • Riduce l’ossidazione dei grassi, ostacolando la formazione dei radicali libri.

Si possono reperire in commercio capsule o perle gelatinose di aglio.

Però uno sciroppo di aglio può essere preparato facendo macerare 10 g. di bulbi tritati in 20 ml di acqua per 12 ore; si aggiunge zucchero tanto quanto se ne può sciogliere.

– Alloro –

Il nome scientifico è LAURUS NOBILIS e fa parte della famiglia delle LAURACEAE.

alloroalloroE’ un arbusto sempreverde tipico della flora mediterranea.

La parte utilizzata è rappresentata dalle foglie e dai frutti. In particolare le foglie, di colore verde-scuro, sono utilizzate in cucina per dare  sapore alle vivande, ma le rende anche più digeribili, poiché stimolano gli enzimi dello stomaco. Infatti le foglie di alloro hanno proprietà:

    • Digestive;
    • Diuretiche e
    • Stomachiche

Si può preparare un infuso con 1 g. di foglie di alloro in 100 ml di acqua bollente.

Aiuterà ad eliminare i gas intestinali 

– Aloe –

 

Fa parte della famiglia delle ALOECEAE, di cui l’ALOE BARBADENSIS MILLER o ALOE VERA è la più nota per le sue proprietà curative.

 

aloealoeLe parti impiegate sono la sostanza gelatinosa e il succo estratto dalle foglie che hanno proprietà:

  • Lassative
  • Lentive
  • Idratanti

L’uso dell’aloe è molto antico, come testimoniato dal testo cuneiforme di alcune tavolette d’argilla ritrovate sul finire dell’Ottocento da un gruppo di archeologi nella città mesopotamica di Nippur, nei pressi di Bagdad, Iraq, e databili attorno al 2000 a.C.

Nel testo si legge “… le foglie assomigliavano a foderi di coltelli”.

Lo studio sistematico di questa pianta tuttavia iniziò solo nel 1959, grazie a un farmacista texano, Bill Coats, che mise a punto un processo per stabilizzare la polpa aprendo la strada alla commercializzazione dell’aloe senza più problemi di ossidazione e fermentazione. Parallelamente il governo americano dichiarò ufficialmente le proprietà curative di questa pianta per il trattamento delle ustioni.

Da allora gli studi sull’Aloe sono molto attivi in tutto il mondo.

– Basilico –

Il nome scientifico è OCIMUM BASILICUM e fa parte della famiglia delle LAMIACEAE. E’ una pianta aromatica annuale originaria dell’Asia ed è coltivata diffusamente fin dai tempi antichi.

basilicobasilicoLe differenti varietà hanno un numero variabile di oli essenziali che conferiscono alla pianta il tipico profumo nelle diverse sfumature. L’aroma caratteristico della specie comune in Italia è derivato dall’eugenolo, sostanza chimica presente in grande quantità nei chiodi di garofano che sembra possedere blande proprietà digestive.

Oltre all’eugenolo, il basilico contiene metileugenolo ed estragolo (23–88% negli oli essenziali), sostanze che si sono rivelate cancerogene su ratti e topi. Sebbene gli effetti sugli umani non siano stati studiati, gli esperimenti indicano che è necessaria una quantità molto superiore a quella cui normalmente si entra in contatto, affinché essa possa rappresentare un rischio per il cancro.] La combinazione con altri alimenti ne riduce o annulla l’effetto tossico. Estragolo e metileugenolo, un derivato a base di fenilalanina, sono presenti nella classifica IARC degli agenti cancerogeni.

Le foglie e le sommità fiorite del basilico sono largamente utilizzate in cucina.

Si può preparare un infuso con un cucchiaino raso di foglie fresche o secche in 100 ml di acqua. Tale infuso può facilitare la digestione e attenuare i crampi allo stomaco: da assumere all’occorrenza dopo i pasti.

– Camomilla –

 

Il nome scientifico è MATRICARIA CHAMOMILLA e fa parte della famiglia delle ASTERACEAE.Questa pianta cresce nei prati e nei terreni incolti, ma oggi viene anche coltivata.La parte camomillautilizzata sono i fiori.La camomilla è ricca di flavonoidi, che rappresentano fino all’8% della massa della pianta secca, e che sono più abbondanti nei petali bianchi del fiore. L’essenza è costituita dal camazulene, dall’alfa bisabololo e dai suoi ossidi, che sono più abbondanti nel disco giallo del fiore. La camomilla ha molte proprietà, tra cui:Sedativa: per quel che riguarda l’attività sedativa della camomilla, che è tradizionalmente considerata tipica di questa pianta, si è recentemente potuto dimostrare che alcuni flavonoidi possono avere un’attività simile a quella delle benzodiazepine, che sono farmaci ad azione sedativa molto usati, perché sono in grado di legarsi ai recettori delle benzodiazepine. Si tratta dell’apigenina tipica della camomilla e della crisina tipica della passiflora; Protettiva sullo stomaco: possiede attività anti-infiammatoria, particolarmente a livello della mucosa dello stomaco. Essa sembra essere dovuta agli azuleni e ai loro derivati, ma anche il contributo dei flavonoidi pare essere importante. Il bisabololo e i suoi derivati si oppongono all’ulcerazione dello stomaco causata da differenti sostanze quali alcool, indometacina e stress. Azione spasmolitica: la pianta possiede attività spasmolitica sulla muscolatura liscia dell’intestino, che è legata ai flavonoidi e in particolare all’apigenina, ma anche al bisabololo e ai suoi derivati. Tale azione spasmolitica è simile a quella della papaverina. Tale effetto dipende, almeno in parte, da un’azione di riduzione dell’ingresso del calcio nelle cellule muscolari lisce della parete intestinale.

 

– Cipolla –

Il nome scientifico è ALLIUM CEPA e fa parte della famiglia della LILLIACEAE .

cipollacipollaSul mercato si trovano tutto l’anno numerose varietà di cipolla: quelle bianche maturano in primavera e d’estate e sono dolci e tenere; le rosse maturano più tardi, hanno un sapore più deciso e si conservano più a lungo.

La cipolla è nota fin dall’antichità: era coltivata in Caldea già 4000 anni fa e la si vede spesso raffigurata nelle tombe degli Egizi, che per la sua forma sferica, la consideravano “simbolo della vita eterna”.
Al contrario di molti altri ortaggi che fecero il percorso inverso, fu esportata in America da C. Colombo.

La cipolla ha la fama di essere un “farmaco naturale” in particolare per le sue proprietà depurative e disintossicanti grazie ad alcuni suoi componenti, quali i composti solforati, flavonoidi, acidi fenolici, steroli, saponine e pectine.

– Finocchio –

Il nome scientifico è FOENICULUM VULGARE e fa parte della famiglia delle MORACEAE.

finocchiocipolla-2Esistono varie tipologie di finocchio che si distinguono per la grandezza e la forma del grumolo (guaina fogliare consumata come ortaggio): i finocchi tondi, chiamati comunemente maschi, sono più dolci e meno fibrosi di quelli piatti e si consumano crudi; quelli piatti sono invece adatti per la cottura.

I semi di finocchio si utilizzano per aromatizzare dolci, conserve di frutta, piatti di pesce e carne.
Il finocchio è privo di grassi, povero di zuccheri e proteine ed una discreta quantità di vitamina C, sali minerali e fibra alimentare.

Ha proprietà:

Diuretiche
Digestive e
Aromatiche.

 

– Limone –

E’ il frutto dell’omonima pianta CITRUS LIMON appartenente alla famiglia delle RUTACEAE.

Tra le numerose varietà coltivate ricordiamo quelle della costiera di Amalfi, grandi e dalla buccia spessa, e quelle della Sicilia, di dimensioni più piccole e buccia più sottile, che costituiscono il 90% della produzione italiana.

Il limone contiene:

Limoniacido citrico, che stimola la funzione digestiva;
elevate quantità di vitamina C;
vitamine del gruppo B;

cumarine, sostanze aromatizzanti, soprattutto nella buccia;

limonene e citrale, componenti principali dell’olio essenziale, presente soprattutto nella parte interna bianca e spugnosa.

Il limone ha proprietà:

Antisettiche: tale proprietà è nota fin dai tempi antichi ed in Sicilia, dove si sono sempre avuti problemi con l’acqua potabile, venivano aggiunti nei bacilli più limoni tagliati a metà;

Digestive: vari studi hanno dimostrato che l’acido citrico stimola la secrezione di saliva e succo gastrico, che giocano un ruolo chiave nel processo digestivo;

Antiossidanti: la vitamina C promuove l’eliminazione delle tossine rilasciate durante la digestione e determina l’assorbimento di alcuni importantissimi elementi, come ad esempio il ferro.

– Mirtillo –

E’ il frutto dell’omonimo arbusto VACCINIUM MYRTILLUS appartenente alla famiglia delle ERICACEAE.
A scopo alimentare si utilizzano le bacche mature, mentre a scopo terapeutico si utilizzano anche le radici. Le foglie invece si trovano nella lista negativa della Commissione E tedesca, e oltretutto espongono al rischio di intossicazioni (anemia, ittero e cachessia), quindi il loro impiego a scopo curativo è oggi abbandonato

Il mirtillo contiene:

mirtilliGlucosidi come la mirtillina e l’arbutina;
Vitamina C;
Betacarotene, sostanza che l’organismo trasforma in vitamina A;

Acidi organici, quali acido citrico, acido malico, ossalico, lattico.

Tannini, zuccheri e pectine;

Antocianina, pigmento che determina la colorazione blu-violacea delle bacche

Sali minerali, come ferro e manganese.

In particolare gli antocianosidi:
riducono l’aggregazione piastrinica indotta da ADP (adenosina difosfato), collagene, PAF (fattore attivante le piastrine) ed acido arachidonico;

proteggono l’endotelio dei vasi arteriosi e dei capillari dai danni del diabete, del fumo e dell’ipertensione;

migliorano la vista notturna

proteggono la mucosa gastrica da stimoli infiammatori o irritativi;

presentano un’attività antiossidante.

Non sorprende, quindi, come estratti di frutti di mirtillo siano tuttora presenti in numerose preparazioni medicinali.

– Origano –

Il nome scientifico è ORIGANUM VULGARE e fa parte della famiglia delle LAMIACEAE. L’ origano contiene un olio essenziale, presente soprattutto nei fiori, costituito da varie sostanze aromatiche:
Origanoterpinene
timolo
carvacrolo

Queste sostanze aromatiche hanno proprietà:

Aperitive
Digestive

Si può preparare un infuso con 2 gr. di origano in 100 ml di acqua bollente che può essere consumato ad esempio in caso di diarrea.

 

– Peperoncino –

Il nome scientifico è CAPSICUM ANNUUM ed appartiene alla famiglia delle SOLANACEAE. E’ definito come la varietà piccola del peperone e si distingue da questo per il contenuto di capsaicina, concentrata soprattutto nelle costole bianche interne e nei semi. La capsaicina conferisce al peperoncino il caratteristico sapore piccante.

Tra le numerosissime varietà ricordiamo quelle messicane (più di 200), tra cui il chili, e quelle italiane, con bacche rosse o gialle, che possono avere forma bislunga e conica (a sigaretta), lunga (diavolilli) eoppure tondeggiante (cerasella).

Il peperoncino contiene:

peperoncinoCapsaicina, come detto prima è la sostanza che conferisce il sapore piccante al vegetale;
Vitamina C in elevate quantità;
Vitamine A, E, K e del gruppo B;
Sali minerali, tra cui potassio e rame;
Carotenoidi e sostanze alcaloidi
Lecitina

Oltre alle sue proprietà afrodisiache e analgesiche, ora il peperoncino vanta anche la capacità di abbassare la pressione sanguigna. A sostenerlo è un gruppo di scienziati del centro di ricerca cinese Third Military Medical University.

Alla base dell’effetto di rilassamento dei vasi sanguigni e quindi di abbassamento della pressione sanguigna vi sarebbe la capsaicina. I ricercatori hanno testato la sostanza su alcune cavie da laboratorio che soffrivano di ipertensione. Gli animali sono stati alimentati attraverso una dieta ricca di capsaicina, mostrando un abbassamento della pressione statisticamente non spiegabile se non per via dell’effetto della sostanza sul loro organismo.

Stando ai ricercatori cinesi, che hanno pubblicato le loro conclusioni sulla rivista Cell Metabolism, la capsaicina attiverebbe un recettore presente all’interno dei vasi sanguigni, determinando un aumento della produzione di ossido nitrico, molecola che protegge i vasi sanguigni dalle infiammazioni e dalle disfunzioni.

Sulla quantità di peperoncino da assumere per assicurarsi un effetto del genere, però, i medici cinesi non sanno al momento rispondere.

– Tarassaco –

Il nome scientifico è TARAXACUM OFFICINALE e fa parte della famiglia della ASTERACEAE. E’ una pianta perenne riconosciuta anche con il nome Dente di Leone per la forma dentellata delle sue foglie. I suoi fiori giallo-dorati dopo la maturazione danno origine ad una struttura definita pappo o soffione, poiché si disperde al minimo soffio propagando i semi.

La radice del tarassaco possiede proprietà:

Depurative, in quanto stimola la funzionalità biliare, epatica e renale, cioè attiva gli organi emuntori (fegato reni pelle) adibiti alla trasformazione delle tossine, nella forma più adatta alla loro eliminazione (feci, urina, sudore).
Digestive: I principali componenti del suo fitocomplesso sono alcoli triterpenici (tarasserolo); steroli; vitamine (A,B,C,D); inulina, principi amari (tarassacina), sali minerali.
Queste sostanze hanno anche anche proprietà:

tarassacoPurificanti, antinfiammatorie e disintossicanti nei confronti del fegato: favoriscono l’eliminazione delle scorie (zuccheri, trigliceridi, colesterolo e acidi urici) rendendo il tarassaco una pianta epatoprotettiva, indicata in caso di insufficienza epatica, itterizia e calcoli biliari.
Stimola, inoltre, le secrezioni di tutte le ghiandole dell’apparato gastroenterico (saliva, succhi gastrici, pancreatici, intestinali) e la muscolatura dell’apparato digerente producendo un’azione lassativa secondaria.
Depurativa: nella tradizione contadina il tarassaco è anche conosciuto come “piscialetto”, appellativo che suggerisce le proprietà diuretiche della droga. Di tali proprietà sono responsabili i flavonoidi e in parte i sali di potassio, che stimolano la diuresi favorendo l’eliminazione dei liquidi in eccesso. La sua assunzione è perciò indicata in caso di ritenzione idrica, cellulite e ipertensione.
Infine il tarassaco è in grado di riattivare la funzione immunologica e potenziare la risposta immunitaria del sistema linfatico. L’ossido nitrico (NO), in esso contenuto, è implicato nei processi di regolazione e difesa del sistema immunitario: agisce infatti come un messaggero intracellulare stimolando l’attività fagocitaria delle cellule.

Un infuso di tarassaco si può preparare facendo bollire per 10 minuti 100 grammi di radici in un litro di acqua.

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